Sulla
Costiera Amalfitana,
Un vichingo in terra di saraceni....... |
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| L’insenatura
è come incastonata nell’andamento da merletto antico
della Costa d’Amalfi. E la terra sa di mare. Una
contaminazione fatale, quando i confini sono incerti. Ma
chi, e quando, ha accartocciato la roccia, l’ha spinta con
forza indietro perché l’onda avesse respiro e l’uomo
rifugio? E' uno spazio conteso, diviso a metà fra i comuni di Furore e Praiano,
ai quali dà o
prende il nome. La strada corre alta La Praia, e s’apre
inattesa sulla rampa, che mena a precipizio verso l’acqua
e il borgo come a chiuderlo. Intatto il sapore autentico e
umile di villaggio marinaro. Poche case appiccicate sulla
roccia e calcinate dal sole. |

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Sull’arenile
gozzi a riposo e il porticato corposo e fresco di
"Alfonso a Mare", oltre mezzo secolo di attività
e presenza storica quaggiù. Alterna la pesca a qualche
piatto per i pochi clienti, e i tanti pescatori, che a sera
si ritrovano al fresco della sua baracca.
Gente esperta, che pontifica su come va’ cucinato un
sarago al forno e una ricciola all’acqua pazza. La
conclusione è sempre la stessa: il pesce non deve mai
perdere il sapore di mare. A partire dagli anni Settanta,
anche La Praia esce dal suo isolamento, e "Alfonso a
mare" se ne giova. |
| A lanciare il
locale sarà anche la bella gente che ha preso a frequentare
"L’Africana", il mitico night ricavato in una
magica grotta sul mare. Molti arrivano percorrendo la Via
del Paradiso, scavata lungo la roccia, quasi a livello
dell’acqua, e parte proprio da La Praia. La baracca intanto ha ceduto il posto a un rustico d’impronta
marinara, e Don Alfonso ha passato la mano al figlio Luca,
affiancato dalla moglie Ada e figli. E la storia
continua........ |

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